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BAM Piemonte Project 2002  Anteprima della Biennale del Piemonte

Inaugurazione  >  Mercoledì 11 Dicembre 2002 > 21,30

Fabrik Officine Soniche > Strada Mongina 9/11  Moncalieri

 

BAM Piemonte Project > Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte

Iniziativa culturale proposta dall’associazione Harambee Arte Kunst prodotta dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Torino e Comune di Moncalieri.

 

Programma 1

Artisti contemporanei del Piemonte presentati dal critico d’arte Edoardo  Di Mauro

Freezone: l’Europa dei popoli  e delle differenze culturali materiale d’arte visiva sulle etnie linguistiche minori europee: Piemont – Sardinia - Friul

BAM Piemonte Project > artisti contemporanei del Piemonte

 

Il territorio piemontese ha rappresentato, in particolare nel corso dell’800 e del ‘900, un luogo deputato alla elaborazione ed al rinnovamento dei linguaggi dell’arte. Questo è stato evidente nel corso dell’Ottocento con numerose scuole di assoluta eccellenza, si citerà quella di Rivara, e, nel secolo successivo con una grande quantità di movimenti e singoli autori di grande spessore. Basti pensare, in estrema sintesi, ad una figura centrale come Felice Casorati ed al Secondo Futurismo nella prima metà del secolo. Nella seconda parte questa vocazione territoriale nei confronti dell’arte contemporanea si è ulteriormente accentuata, prima con l’Informale, dove spicca  il Laboratorio Sperimentale di Alba di Pinot Gallizio, fucina dell’avanguardia europea, poi con l’Arte Povera, infine con le ultime generazioni emerse negli anni’80 e ’90, smaniose di vedere concretizzato un passaggio di consegne generazionale da lungo tempo atteso. Una Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte può rappresentare un momento di verifica e di promozione dei valori artistici presenti sul territorio. Ho quindi volentieri accolto l’invito di Riccardo Ghirardini a collaborare con lui nella messa in atto di questa iniziativa. Pur nella logica di un mondo, nel bene e nel male, sempre più globalizzato, anche culturalmente, la difesa ed il supporto dei valori locali non va intesa in una dimensione di arroccamento provinciale, semmai come capacità di tutela di una specificità culturale in grado così di meglio confrontarsi in un ambito internazionale. In attesa di una collocazione permanente della manifestazione, per la quale si sta lavorando, e con l’intento di allargare la formula anche alle arti applicate ed  a varie altre forme di creatività, il tutto strettamente correlato all’universo della comunicazione, si presenta al pubblico una selezione di artisti visivi del Piemonte che, coerentemente con i criteri che ispirano questa manifestazione, presenterà personalità di rilievo emerse a partire dai primi anni’90, insieme a più giovani autori  detentori di qualità tale da fornire garanzie in chiave di investimento futuro. La seconda parte di questa anteprima sarà centrata su di una mostra personale di un artista atipico ed errante come Sergio Putatti.

Le tematiche complessive della collettiva di anteprima daranno testimonianza dell’eclettismo stilistico che caratterizza la scena artistica contemporanea, e dei valori importanti, non sempre adeguatamente valorizzati, espressi dal territorio piemontese, al di fuori di schemi visivi già troppe volte presentati ed ampiamente storicizzati.

 

Si propongono per l’occasione >  Angelo Barile, Corrado Bonomi, Daniela Dalmasso, Ferruccio D’Angelo, Theo Gallino, Riccardo Ghirardini, Tea Giobbio, Stefano Martino, Antonio Mascia, Stefania Ricci, Vittorio Valente.

 

Il curatore

Edoardo Di Mauro

 

Moncalieri, centro di grande cultura, arte e tradizione storica, negli ultimi anni ha rischiato di diventare un satellite nell’orbita torinese.

Spesso i grandi investimenti sono stati fatti nella capitale piemontese, trascurando le periferie anche pregevoli.

Questo progetto, nato dalla volontà di un gruppo di appassionati d’arte riunitisi nell’associazione “HAK” (Artisti Contemporanei Associati), ha trovato collocazione in capannoni industriali abbandonati, completamente ristrutturati, diventati luogo di attrazione per i giovani.

Questa vetrina d’arte, che inaugura con l’esposizione di artisti contemporanei piemontesi “ecclettisti”, ha il pregio di essere collegata con una grande discoteca e, quindi, dà la possibilità ai giovani di fare cultura divertendosi.

Troppo spesso, si accusano i ragazzi di non frequentare i musei e le mostre. L’HAK ha inventato l’idea di portare cultura dove i giovani si ritrovano.

Sarà l’occasione di presentare la nascente BAM Piemonte Project, biennale piemontese di arte contemporanea che raccoglie fra i suoi sponsor gli Enti locali e molti giovani talenti che oggi spesso ‘scappano’ in altre Regioni o in altri Stati.

Va ricordato che, sempre, in tale vetrina, espone FREEZONE (Europa dei Popoli e delle Differenze Culturali) materiale d’arte visiva sulle etnie linguistiche minori europee.

 

Presidente Commissione Cultura della Regione Piemonte

Oreste Rossi

 

In una società che ci trasforma con mille segnali, con ammalianti sirene, che in ogni campo vorrebbero sedurci al consumo, non sembra davvero inutile affrontare l’offerta di cultura non solo nei luoghi tradizionalmente deputati all’incontro, ma in quelli apparentemente più insoliti, che non per questo sono i meno permeabili e disponibili.

Senza dubbio non sono i meno preparati, soprattutto quando a frequentarli sono i giovani, alla ricerca di emozioni, sensazioni, appunti su cui costruire il loro futuro.

In questa sfida sta uno degli elementi innovativi che questa iniziativa rappresenta.

Non meno importante è quella delle tematiche che affronta e propone. Potremo chiamarlo “incontro alla diversità” piuttosto che con le diversità, ad indicare un manifesto segnale di accoglienza, di apertura, di necessità di dialogo tra le culture. Senza questo desiderio l’incontro rischia di esaurirsi in una curiosità che non lascia traccia, non ha ricaduta, non segna un cambiamento dentro e fuori di noi e mantiene, inalterata, la nostra dimensione, spesso egoisticamente rinchiusa a difendere singoli privilegi piuttosto che disponibile a condividere un futuro comune.

L’augurio  è che questa occasione di incontro che si sviluppa tra arti figurative musica e nuovi media possa davvero costruire un ponte di comunicazione tra cultura, etnie e persone.

 

L’Assessore alla Cultura della Provincia di Torino

Valter  Giuliano

 

 

Inaugurazione  Sabato 21 Dicembre 2002  > 21,30

 

Programma 2

Da Kantor a Nietzsche > Mostra d’arte presentata da Sergio Putatti

Freezone

 

La parola e l’immagine > da Kantor a Nietzsche 

I due elementi alla base delle principali forme di comunicazione della società occidentale hanno ancora qualcosa da dire e da far vedere? Interrogativo ciclopico per tentare una risposta esauriente. Ciò non toglie che si possa cercare di esprimerlo artisticamente. Nel caso delle opere di Sergio Putatti, si tratta poi della parola nietzsceana, cioè quella di un inattuale le cui riflessioni sull’arte, la società di massa, tristemente profetiche nel corso del Novecento. “Il rumore ammazza i pensieri”. E’ una delle sentenze di Nietzsche che Putatti ha dipinto sopra i suoi ritratti espressionisti, e potrebbe essere l’epitaffio di parte delle avanguardie artistiche contemporanee: ormai attente prevalentemente all’effetto ludico del creare, oggi sempre più assemblare, dove l’unico messaggio è legato al solo effetto sorpresa sul fruitore dell’opera. Laddove lo spaesamento è stato soppiantato dallo scandalismo, da un rumore fatto di “strombazzate” di clacson di cui troppe volte gli artisti contemporanei abusano. E allora ecco che l’artista di origini toscane con “Riferimento Nietzsche”, nel tentativo di ridare  un significato alla propria opera artistica in campo figurativo, porta la parola (significante per eccellenza nella nostra società alfabetica) all’interno del dipinto. Da questo confronto, da questa pratica del “limite”, nel quale la parola diventa elemento iconico nel quadro e la tela foglio di prosa, i soggetti dei dipinti traggono il proprio senso di maschere e cifra della contemporaneità. Nelle drammatiche rappresentazioni di uomini e donne che hanno un grido di paura e disperazione soffocato in gola, i testi nietzscheani dipinti sui loro volti e si loro corpi assumono la dimensione del fluire temporale dei pensieri che angosciano gli uomini della contemporaneità. Le opere “Riferimento Nietzsche” sembrano voler dire che solo di fronte alla drammaticità artistica dell’immagine ritratta, i pensieri esistenziali hanno la possibilità di avere quel silenzio che predispone all’ascolto che la “chiacchiera” quotidiana impedisce loro di ottenere. Di risvegliarsi cioè da un <sogno profondo> per scrutare le profondità abissali del mondo.

 

FREEZONE > L’Europa dei popoli e delle differenze culturali

 

L’Europa e l’Italia sono multietniche non soltanto per effetto dell’immigrazione di significative quote di popolazione provenienti da altre aree del pianeta.

Se com’è corretto, per etnia si intende una comunità di persone unite dalla condivisione di caratteri linguistici e valori culturali, si può a ragione affermare che non esiste né è mai esistita- anche se ciò contrasta con l’idea di nazione definita etnicamente sulla base della comunanza di lingua, storia, cultura – totale uniformità e omogeneità etnica all’interno di nessuno stato. Ciò vale in particolare per l’Italia. Sardo, friulano, occitano, sloveno, ladino, catalano, albanese, greco, franco-provenzale, serbocroato, tedesco e francese sono le lingue proprie di alcuni milioni di cittadini italiani, parlate da secoli, per lo più nelle loro varianti locali, in significative porzioni del territorio dello stato, e a ciascuna di esse corrispondono specifiche tradizioni culturali, fondamento di altrettante comunità etniche e linguistiche. L’esistenza reale di ciascun gruppo rappresenta, a seconda delle interpretazioni, una grande ricchezza culturale, che in base ai principi di eguaglianza, libertà e democrazia, deve essere tutelata e valorizzata.

 

POPOLI MINACCIATI

L’Unione Europea deve rispettare e garantire il pluralismo linguistico, ad ognuno la prorpia libertà linguistica e culturale. Nonostante l'anno delle lingue, anche nel 2001 non c'è stato alcun progresso nella realizzazione dei diritti delle minoranze e delle lingue. É stata svolta qualche manifestazione folcloristica, che ha dato alle maggioranze l'opportunità di mettersi in mostra. Ma lo status giuridico delle minoranze non è cambiato affatto. Appartenenti a piccole comunità linguistiche o a comunità, la cui lingua non appartiene alla lingua statale o alla lingua ufficiale della regione, vengono discriminati tuttora in molti campi della vita pubblica (scuola, amministrazione, stampa, cultura). Da uno studio della Commissione europea (euromosaic, 1996) risulta che delle 48 minoranze linguistiche dell'UE, 23 sono "limitate" nella loro possibilità di sopravvivenza o "senza possibilità di sopravvivere". 15 di queste minoranze linguistiche a rischio si trovano in Grecia, Italia e Francia. Le minoranze sono l'eredità della cultura europea e gli appartenenti a una minoranza linguistica sono altrettanto cittadini dell'UE come gli appartenenti alle maggioranze. Nonostante questo, manca sia nelle Costituzioni europee sia nella Carta dei diritti fondamentali un riconoscimento legale ed una garanzia di sviluppo.

 

Fotografi, video makers, gruppi artistici partecipanti a Freezone:

Fûrclàp   /  Radio Onde Furlane  / Cordas et Cannas / Paolo Angeli  / Gai Saber / Lhi Sonaires / Massimo Garlatti Costa  / Dorino Minigutti  / Diego Anghilante  / Fredo / Paolo Cantarutti / Guglielmo Zanette  / ”Elisabetta Saiu  /  Massimo Sanna  / Flavio Piras  / Benedetto Parisi  /   Carlo Delved  / Marina Anedda  /  Mimmo Caruso  / Nino Corona / Maria Gabriella Manca / Anna Marceddu  / Franco Ruiu  / Maria Elisabetta Schirru  / Vittorio Sgoifo  / Daniela Zedda