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bam on tour 2015

 

BAM 6 ON TOUR 2015  Castello di Moncalieri

BAM PIEMONTE PROJECT BIENNALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DEL PIEMONTE

 

“Il cuore sacro dell'arte : la dimensione spirituale nell'arte piemontese contemporanea”

 

 

La BAM ha una precisa finalità, in decisa controtendenza rispetto alla “biennalite” caratterizzante la scena artistica contemporanea nell’era della globalizzazione, che è quello di valorizzare l’arte e la creatività piemontese dal secondo dopoguerra ad oggi secondo un percorso che, ad ogni scadenza, si indirizza verso aree diverse di analisi storica e contenutistica. Dopo “Proposte artistiche in Piemonte 1996/2004” della sperimentale edizione del 2004, e “Arte in Piemonte 1975/1995” tema del 2006 e prima fase di reale consolidamento dell’iniziativa, ed il significativo intermezzo della “BAM on Tour 2007”, nel 2008 abbiamo approntato una manifestazione intitolata “Art Design”, che ha conosciuto un significativo corollario nell’estate 2009 con uno spettacolare allestimento presso il Castello di Racconigi che, unitamente alla presenza ad Artissima, ha sancito il lancio definitivo di una manifestazione nata per pura scommessa intellettuale e tramutatasi in un appuntamento importante nel folto panorama di iniziative artistiche che caratterizza Torino ed il Piemonte. Nel 2010 con “BAM Piemonte Project Grafik” , bissata con “BAM on Tour 2011” per la prima volta a Torino, abbiamo, con successo, privilegiato il rapporto tra l’arte e la grafica pubblicitaria ed industriale, ma anche il fumetto ed il neo pop. La quinta edizione della BAM si è svolta, dopo Verbania per le prime tre edizioni e Carmagnola per la quarta, a Chieri, in sedi prestigiose quali la Biblioteca e l’Imbiancheria del Vajro, ed anche nelle vetrine del centro cittadino, con il titolo “Contemporary Photobox 2012”, con l' obiettivo di cogliere l’evoluzione di una linea stilistica legata all’uso delle tecnologie quindi fotografia, video ed immagine digitale. La “BAM on Tour 2013”, dedicata alla giovane fotografia piemontese, si è svolta presso l'NH Lingotto Tech. Con la sesta edizione, anticipata rispetto al consueto nel febbraio 2014 sempre presso l'Imbiancheria del Vajro, “BAM Piamonte Project 6 80”, dedicata a quel stimolante e controverso decennio, ed un allestimento coronato da un autentico e pieno successo, riteniamo che la BAM sia entrata definitivamente nell'eccellenza delle rassegne artistiche della nostra regione.

 

 

 

L'occasione, imprevista e gradita, di poter disporre, per la prima volta, di una sede come il Castello di Moncalieri, importante reggia sabauda fino ad ora mai adoperata per rassegne di arte contemporanea, ci ha indotto ad approntare una “edizione straordinaria”. La concomitanza con eventi quali l'Ostensione della Sindone ed il Bicentenario della nascita di Don Bosco, la presenza ormai consolidata di una manifestazione come Torino Spiritualità, la possibilità di disporre dello spazio per un perido abbastanza ampio a partire da maggio, quindi di creare  attenzione sull'evento anche nei termini della ricaduta turistica sul territorio, ci hanno fatto optare per una riflessione sul tema del sacro ed un titolo quale “Il cuore sacro dell'arte : la dimensione sprituale nell'arte piemontese contemporanea”.

 

La religione, come il pensiero mitico, il pensiero simbolico e la ragione, fanno parte della natura dell'uomo sia religioso che a-religioso. L'arte, ai suoi primordi, aveva il compito prioritario di esorcizzare la paura della morte, allontanare il senso della fine e dell'incertezza, cosi vivi e presenti nella nostra attuale ed incerta dimensione quotidiana. L'esclusività del rapporto tra il fruitore e l'opera, sia che generi fascinazione o distacco e repulsione, consente di porsi in una dimensione privilegiata, in grado di percepire il respiro della spritualità, senza doverla necessariamente riconoscere nello stile, nelle forme e nei simboli della tradizione. Scrive il grande storico delle religioni Mircea Eliade : “ Il sacro nell'arte contemporanea è diventato irriconoscibile, si è camuffato in forme, propositi e significati che sono apparentemente “profani”. Il sacro non è scontato, com'era per esempio nell'arte del Medioevo. Non si riconosce immediatamente e facilmente, perchè non è più espresso attraverso il convenzionale linguaggio religioso”. Una attenta disamina non può negare l'esigenza del sacro che pervade la società e, di riflesso, il panorama dell'arte. Nonostante la secolarizzazione avvenuta nel corso del Novecento,  ancora più evidente in questa prima fase del nuovo millennio, e la parziale resa all'immanente costituito dalle ragioni della tecnica e del mercato, l'arte contemporanea è in realtà più spesso di quanto si creda alla ricerca di un confronto con la spiritualità, anche se spesso celato dall'abitudine, non sempre coronata da esiti felici quando tesi alla ricerca del clamore mediatico fine a sé stesso, di mescolare l'iconografia del sacro con quella del profano.

Riepilogare il rapporto tra dimensione artistica e religione richiederebbe quantomeno un intero volume. Cosa che nella circostanza i parcellizzati spazi tipografici di cui dispongo rende impossibile. Tuttavia si possono sintetizzare alcuni passaggi storici, che traggo in buona parte dal mio saggio “Vocazione e progetto. Storia ed attualità della critica d'arte”, di cui è prossima la stampa della seconda edizione.

Per Platone l'espressione artistica non ha a che fare con il razionale o l'irrazionale, quanto con l'ultrarazionale. Il filosofo sosterrà il concetto di mimesi unicamente in quanto “hermeneia”, cioè interpretazione. Il poeta si pone come tramite privilegiato tra l'uomo e la divinità e parla in sua vece. Per Platone, infatti, ispirazione significa “entusiasmo” che, tradotto da un punto di vista etimologico, diventa “essere nel dio”, cioè porsi al di là della dimensione del contingente e del terreno, quindi della materia. Dopo la parentesi “laica” dello Stoicismo, profondamente influenzato dal pensiero di Aristotele, alla esasperazione formalista in atto nella parte terminale della stagione ellenistica, si oppone dapprima, con il richiamo all'esigenza di una maggiore attenzione alla dimensione spirituale, lo Pseudo Lomgino con il suo trattato “Del sublime”, probabilmente redatto in epoca augustea, poi un filosofo di primo rango come Plotino, nel terzo secolo dopo Cristo. Plotino condanna qualsiasi concezione rigida della bellezza, che è luce e splendore, secondo la teoria dell'”emanazione” divina, riscontrabile nelle religioni orientali, non si deve dimenticare che Plotino non è un autore cristiano. Anticipando il concetto di autonomia dell'arte, appare significativa la dicotomia instaurata tra materia e forma : la prima è bruttezza caratterizzata dall'assenza di forma, entità non valutabile e non visibile, vuoto assoluto. La materia prende vita solo in presenza della forma e quest'ultima, emanazione del divino, assume corpo in virtù della visione interiore che ne permette la percezione. Nella fase storica successiva, quella dell'Alto Medioevo, l'arte è vissuta come espressione diretta della comunità di appartenenza che, a sua volta, con la mediazione dell'”artifex”, è rivolta verso l'adorazione della gloria del Signore. Dice Papa Gregorio Magno nel VII secolo che “la pittura per gli analfabeti e ciò che la scrittura è per i letterati”. Questa visione della funzione comunitaria e spirituale dell'arte trovò larga eco nell'Ottocento, all'interno delle varie correnti romantiche che si opponevano all'alienazione introdotta dall'avvento della Rivoluzione Industriale denunciando, non senza una certa dose di ragione alla luce delle esperienze di oggi, il rischio della serializzazione della pratica dell'arte e della riduzione del manufatto artistico a merce tra le merci. Basti pensare all'affermazione di John Ruskin a difesa dei Preraffaelliti, accusati di eccessiva leziosità. Il grande critico e storico dell'arte inglese sosteneva la religiosità della Confraternita Preraffaellita in quanto la loro “perdita di tempo” era una “perdita del tempo”, un annullamento, uno sprofondare in una dimensione “altra”. Nel Medioevo, se è sostanzialmente nullo il progresso della critica, intesa anche solo nella formula convenzionale della cronaca, così non è per l'estetica e la speculazione filosofica. Agostino, contrariamente a Plotino, sostiene la trascendenza divina rispetto al mondo e autorizza, da un punto di vista estetico, il “brutto”, in opposizione alla tradizione classica greca di matrice platonica, perchè esso è elemento del creato, legittimato dalla sofferenza di Cristo in croce. Molto secoli dopo Tommaso d'Acquino, colui che codificò l'aristotelismo facendone la struttura portante non solo della religione ma dell'intero edificio culturale occidentale, in omaggio all'importanza che nel pensiero del filosofo greco ebbe il concetto di mimesi, concede piena liceità alla fantasia, necessaria anche per la rappresentazione dell'inesistente. L'anonimato dell'artista medievale cessa gradualmente dopo l'anno Mille. L'architettura, arte aniconica, sintetizza l'estetica del Medioevo nell'essenza dell'edificio religioso per eccellenza, la cattedrale. L'eccessivo sfarzo delle cattedrali gotiche scatena delle critiche parallele che vari movimenti di contestazione religiosa muovono alla secolarizzazione ed al potere politico della Chiesa. La stagione della grande pittura toscana tra Due e Trecento, Cimabue, Giotto, Simone Martini, i senesi, porteranno alla ripresa di una dimensione figurativa e fortemente spirituale dell'arte. L'aureo Rinascimento, periodo che vede la nascita dell'era moderna con la regolamentazione della prospettiva da parte di Leon Battista Alberti e l'invenzione tipografica di Gutemberg è diviso, da un lato, dalla esaltazione degli studi classici e dalla rivalutazione del pensiero platonico nella cerchia padovana di Marsilio Ficino, dall'altra dalla rivendicazione dei valori dell'individuo che condurrà l'occidente europeo dritto verso la Rivoluzione francese, massima esaltazione dei valori laici. Tornando all'Alberti, egli è il prototipo dell'intellettuale rinascimentale, poliedrico ed aperto al mondo, mosso dal desiderio di comprenderlo, di spiegarne le leggi e di dominarlo, quasi come un nuovo Dio in terra, essendo dall' Altissimo stato creato a sua immagine e somiglianza. Lo spirito scientifico del metodo prospettico, e dell'intero Rinascimento, è affermato da Leonardo Da Vinci. Per lui la pittura è “scienza in atto”. Leonardo si definisce, per prendere le distanze dai canoni dell'umanesimo neoplatonico. “omo sanza lettere”, tant'è che apprese il latino solo in età avanzata. La dimensione spirituale sarà invece centrale nella poetica del “rivale” di Leonardo, quel Michelangelo che sfiorò, con la congrega degli Spirituali, l'adesione alla nascente Riforma Protestante. Dopo la lunga, intellettualmente stimolante, stagione Manierista, figlia di un'epoca di crisi e di pasaggio, il Seicento e la stagione barocca segnano sia un trionfo della ragione moderna, con la nascita del metodo scientifico, sia uno stretto e vincolante rapporto della religione con l'arte, per effetto dell'applicazione concreta della Controriforma. Gli artisti, la cui sopravvivenza economica era garantita in primo luogo dalla Chiesa, dovevano concentrarsi sulle rappresentazioni sacre, e sulle scene di martirio, per suscitare nei fedeli la devozione. Il naturalismo di Caravaggio e della sua cerchia aggirerà il vincolo calando nelle vesti di santi e martiri personaggi del popolo,  rappresentando quello che era l'underground dell'epoca. Il Settecento è la stagione del già citato Illuminismo, con le parole d'ordine “Libertà. Uguaglianza, Fraternità”. Nel corso di due secoli, Settecento ed Ottocento, gli intellettuali più sensibili ed avveduti rispondono prontamente con la scrittura alle mutazioni iconografiche di pittura e scultura, che gradualmente si sottraggono alla dittatura del racconto mitologico, religioso, storico e letterario contribuendo alla costruzione della nuova immagine contemporanea che, dopo il traghettamento simbolista, approderà alla stagione delle avanguardie storiche. Dell'Ottocento e della temperie Romantica ho già fatto cenno. Le radici del movimento romantico in arte partono da un antagonismo, dal rivendicare il privilegio dell'antica teknè e l'artigiana lentezza della pratica artistica. Il primo, e più coerente di questi movimenti, è quello Nazareno, nato in Germania su impulso di Franz Pforr e Friedrich Overbeck. I Nazareni contestano integralmente l'alienazione della nascente civiltà industriale e l'ipocrisia borghese, nonchè l'assenza di tensione spirituale nell'arte, predicando e praticando un ritorno ai valori evangelici e la distanza da qualsiasi tentazione mondana, anticipando di più di un secolo quei movimenti di contestazione giovanile che attraverseranno l'America e l'Europa dagli anni Cinquanta agli anni Settanta del Novecento. L'ingresso dell'arte nella dimensione culturologica della contemporaneità, a partire dalla fase finale dell'Ottocento, segna una nuova fase nel rapporto tra arte e dimensione spirituale. Il crollo dell'orizzonte metafisico, teorizzato da Nietzsche, che influenzerà profondamente soprattutto l'avanguardia storica futurista ed il pensiero di Marinetti, con temi quali la sovrumana volontà. il superuomo ed il volo visto come distacco dalla materia, e la provocatoria asserzione sulla “morte dell'arte” di Hegel, che significa in sostanza che l'arte si è liberata dall'asservimento al Bello ed ai dogmi della religione e della politica per diventare qualcos'altro rispetto al passato, conducono la spiritualità dentro il recinto dell'interiorità e della sensibilità dell'artista. Secondo Walter Benjamin, per effetto del progresso tecnologico e dell'avvento degli strumenti di riproducibilità tecnica, l'arte è passata dal dominio del rituale a quello della politica, aumentando la sua sfera di diffusione simultanea e di esponibilità. Il rapporto dell'arte con religione e spiritualità nel corso del Novecento non è venuto meno, ma si è manifestato con modalità diverse ed inedite rispetto al passato. Con l'eccezione di episodi significativi, quali il “Manifesto dell'Arte Sacra Futurista”, il rapporto con il sacro è diventato sempre più afferente alla dimensione privata e personale del linguaggio artistico. Come non rinvenire una forte tensione spirituale, ad esempio, nei lavori astratti del Neo Plasticismo di Mondrian, od in molte prove dell'Espressionismo Astratto, od ancora nel “blu assoluto” di Yves Klein? L'anelito verso una religiosità dell'arte è avvertibile, a mio avviso, anche in molte opere della tarda post modernità, all'apparenza provocatorie ai limiti del villipendio, come quelle di Andres Serrano.

 

Questa volta la BAM, nella sua quinta edizione “On Tour”, in parallelo con una serie di eventi importanti ospitati dalla nostra regione, ha inteso operare una ricognizione dedicata ad un tema  con cui l'arte non può esimersi dal confrontarsi. La selezione di artisti del territorio, prevalentemente figure ormai storiche del panorama degli anni Settanta ed Ottanta, con alcune significative presenze emerse nei Novanta, e nel corso degli anni Zero, ha sposato al solito il criterio della qualità. In mostra sarà possibile ammirare diverse versioni del rapporto tra arte e spiritualità ; da una dimensione narrativa raccolta ed intima, prevalentemente pittorica ed installativa,  ad una estroversione visiva non priva di spirito gioiosamente sdrammatizzante ed ironico, nei versanti della fotografia, dell'oggettualismo e della pittura neo pop. Gli artisti invitati, di cui si allega l'elenco, sono stati lasciati liberi di esprimersi sia tramite una dimensione evocativa che con una citazione iconografica diretta. Il risultato penso sia interessante, e la libertà espressiva non si è tramutata, come spesso avviene per appagare gli appetiti mediatici, nella provocazione fine a sé stessa.

 

Artisti invitati :

 

Salvatore Astore, Laura Avondoglio, Cornelia Badelita, Angelo Barile, Ermanno Barovero, Enzo Bersezio, Mauro Biffaro, Corrado Bonomi, Antonio Carena, Gianni Caruso, Ferruccio D'Angelo, Radu Dragomirescu, Roberta Fanti, Raffaello Ferrazzi, Silvia Fubini, Enzo Gagliardino, Titti Garelli, Theo Gallino, Riccardo Ghirardini, Carlo Giuliano, Santo Leonardo, Pino Mantovani, Plinio Martelli, Mario Marucci, Andrea Massaioli, Giancarlo Pagliasso, Luciano Pivotto, Francesco Preverino, Sergio Ragalzi, Franco Rasma, Ubaldo Rodari, Claudio Rotta Loria, Eraldo Taliano, Valerio Tedeschi, Vittorio Valente, Ugo Venturini.

 

 

Il Direttivo dell’associazione HARAMBEE ARTE KUNST

(hakassociati a r t e c o n t e m p o r a n e a)