©  BAM PIEMONTE PROJECT > hakassociati a r t e c o n t e m p o r a n e a

 Piazza Vittorio Emanuele II nr. 2 - 10024 Moncalieri TO - ITALY 

BIENNALE D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DEL PIEMONTE

 

TODAY ARTE E AMBIENTE       BAM ON TOUR 2019

27 Settembre > 29 ottobre 

 

UN DIALOGO TRA CULTURA E NATURA    

MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA

 

 

Arte e artista si ripensano dal punto di vista concettuale a partire dal confronto diretto con l’ambiente, il territorio diventa spazio da rileggere nei termini del linguaggio dell’arte.  Artisti contemporanei che esprimono, ognuno con la propria esperienza, un modo di osservare  il territorio fuori dagli schemi della rappresentazione e della raffigurazione.

Questo progetto potrà sviluppare legami con il territorio realizzando attività didattiche e  workshop coinvolgendo gli abitanti con progetti mirati.

 

La cultura ambientale in Italia è il prodotto dell’inseguimento delle continue emergenze: è una cultura per strati sovrapposti, confusa nelle motivazioni che la sorreggono. Per superare il rischio che le nuove generazioni si limitino ad atteggiamenti emotivi transitori sull’onda di episodi clamorosi occorre fornire loro occasioni atte a produrre una percezione dei problemi nuova che affonda nella dimensione, non nell’eccezionalità, ma nell’ordinario e del quotidiano.

Ordinario e quotidiano è il problema dell’ambiente: le città devono cambiare il modello di sviluppo, può essere affrontato con un’azione programmata che si confronti con tutte le componenti che costituiscono il problema, ma anche con l’assunzione di comportamenti collettivi responsabili. Educazione ambientale attraverso l’arte. L’arte ha la funzione sua propria di mediazione tra il divino e il profano, tra il trascendente e il sensibile, di anticipazione profetica dei nuovi tempi. Abbiamo la convinzione che l’osservazione dell’ambiente, anche quella più attenta, si allenti e si cancelli in breve tempo, se non si accompagna ad attività che la blocchino nella mente e nei cinque sensi. Un’attività propria dell’uomo è quella di trasformare in prodotti artistici le informazioni e le sensazioni che gli provengono dall’esterno: la loro semplice registrazione e la loro manipolazione con i mezzi dell’arte possono inciderle indelebilmente nell’animo e mettere in moto tanti meccanismi di associazioni razionali molto forti. Pensiamo alla “Città di Leonia”, una delle città invisibili concepite dalla fantasia di Italo Calvino nei primi anni ‘70; al “Mondo usa e getta” di Guido Viale; alle compressioni di parti di automobili di César; alle accumulazioni di Arman o al riutilizzo degli oggetti ordinari e delle immagini da parte di molti altri artisti, dalle avanguardie storiche ad oggi. Si passa dalla provocatoria ostentazione ed estetizzazione del trash, alla condanna del carattere elitario dell’arte, alla critica, o più semplicemente,alla riflessione sulla società dei consumi e dello spreco e sul conseguente degrado ambientale. Il rifiuto che si fa arte evidenzia sì una preoccupazione che investe il pianeta intero, ma allo stesso tempo eleva l’oggetto di scarto al pari dei materiali preziosi e nobili. Una delle riflessioni che può nascere è che solo attraverso una generale consapevolezza e una maggiore considerazione del problema si può giungere ad una svolta radicale dei nostri 

comportamenti e del rischioso percorso intrapreso che porta a coinvolgere le stesse persone: capita sempre più spesso infatti che nelle nostre società dell’opulenza e del profitto, molte persone a una certa età siano messe da parte, scartate dal processo lavorativo o sociale, come rifiuti inutilizzabili. Una contraddizione palese di quel sistema democratico che fa invece della inclusione una delle sue caratteristiche fondanti. Anche l’arte può dare un importante contributo per far reagire le coscienze del pubblico richiamandole a una pausa di riflessione che le sottragga a un vortice iperproduttivo e iperconsumista senza ragione, che distingue il benessere con la libertà di consumare. Abitiamo un mondo che va condiviso e nel quale dobbiamo convivere, nelmiglior modo possibile, con altre persone ed altre specie animali, tenendo conto dei limiti del pianeta e delle leggi della termodinamica, prima tra tutte quel “nulla si crea e nulla si distrugge”. La provocazione degli artisti sta proprio nella rivalutazione degli scarti della nostra società, cui viene dato un nuovo valore che ne prolunga la vita. Chissà che non sia una buona indicazione anche per la normalità di ogni giorno dove, anzichè eliminare, creando emergenza, si possa andare verso la conversione in materie prime seconde utilizzando le risorse rinnovabili, e garantendo ai prodotti recuperati e salvati dall’oblio, nuova energia, nuova forma, nuovi contenuti, nuova vita. Un suggerimento che è ormai qualcosa di più se si vuole davvero garantire un futuro sostenibile alla nostra specie che deve mettere in atto modelli comportamentali alternativi. Una assunzione di responsabilità collettiva ma anche personale nei confronti della natura e di tutto quello che ci circonda, da tradurre in atteggiamenti concreti nei confronti di ogni singolo oggetto di uso corrente. Sarà così possibile ritrovare e rivalutare il valore profondo del quotidiano  recuperando la sostanza autentica delle cose, superando il vizio dell’usa e getta, l’effimero che produce rifiuto e interrompe quel ciclo della vita e della morte che trasforma ogni cosa segnandone l’impermanenza. Si tratta di un ciclo e di una legge cui apparteniamo e che non può essere esorcizzata dalla falsa sensazione di onnipotenza che il potere del consumo vorrebbe consegnarci. Non dobbiamo mai dimenticarlo, per evitare che la superbia finisca con il recidere il filo che ci collega alla natura facendoci perdere storia, memoria, identità...futuro.

    

LOCATION

FONDERIE TEATRALI LIMONE, Via Edoardo de Filippo, 100024 Moncalieri TO